Nov 30 2008
La Pizzica nel Salento
La pizzica ha origini molto antiche che risalgono sembra addirittura a culti dionisiaci molto comuni nell’area del Salento, provenienti dalla Grecia, e fatti propri dalle popolazioni locali.
Il culto in onore del dio Dioniso era particolarmente sfrenato, e rappresentava un momento collettivo durante il quale ci si estraniava dalle costrizioni e dalle regole morali della comunità, una sorta di momento liberatorio a cui partecipava tutta la popolazione. Sparito con il tempo il culto dionisiaco, le danze rimangono e diventano patrimonio della cultura contadina.
La credenza vole che il ballo sfrenato ed ipnotico che contraddistingue la pizzica, accompagnata dal suono di diversi strumenti musicali tra cui il più importante è sicuramente il tamburello che ne marca il ritmo indiavolato, fosse di utilità terapeutica per la cura del morso della tarantola. Nella vita dei campi era facile che si venisse punti da ragni velenosi, e talvolta tali punture provocavano nel colpito un malessere che si esprimeva in svenimenti e stato di trance.
Il ballo avrebbe avuto la funzione di esorcizzare, attraverso la danza sfrenata, tale stato di malessere e far guarire la persona colpita. La “tarantolata” la persona da guarire si pone al centro di un cerchio formato dai suonatori che la accompagnavano nella danza sfrenata, il ballo durante il quale la danzatrice assume movenze e posizioni che simulano il comportamento del ragno per poi liberarsene in un secondo passaggio del ballo pestando forte i piedi, può durare anche ore e termina quando la danzatrice, esausta, resta al suolo, liberata definitivamente dagli effetti del veleno.
Con l’avvento del cristianesimo la figura terapeutica di San Paolo si sovrappone a quella della guarigione tramite il ballo e così oggi una messa esorcismo a suon di pizzica si svolge il 29 giugno, giorno dedicato a San Paolo, protettore di chi è stato punto o morsicato da animali velenosi, a Galatina, in provincia di Lecce.
Oltre all’aspetto curativo la pizzica, come vogliono i culti dionisiaci da cui proviene è però essenzialmente un momento di sfogo e di liberazione, ed è per questo motivo che sovente sono le donne ad essere protagoniste della danza, in generale più assoggettate ed oppresse salle ristrette regole culturali e sociali della cultura contadina.
Nel Salento la pizzica è stata riscoperta grazie alla sua promozione come tratto culturale saliente della popolazione salentina, grazie al famoso evento della Notte della Taranta, in cui si danno appuntamento a Melpignano migliaia di persone per ascoltare artisti di fama mondiale che si cimentano insieme ad artisti locali tra le gente che balla sfrenata.
dalla pizzica terapeutica deriva la pizzica pizzica, un ballo di coppia che ha in generale le stesse caratteristiche di sfrenatezza ma che viene ballata nei momenti più vari di festa, sempre nella rituale forma circolare in cui i ballerini sono circondati dal cerchio di pubblico e suonatori.
Altra derivazione della pizzica clasica è la cosiddetta “pizzica a scherma”, talvolta chiamata “danza delle spade” in cui i ballerini mimano un vero e proprio combattimento con il coltello secondo un preciso rituale. Tale danza la si può ammirare a cavallo di ferragosto durante la festa di San Rocco a Torrepaduli.
Una variante che conserva ancora di più le tracce del rito pagano è la taranta d’acqua eseguita a San Vito dei Normanni, conosciuta come la Pizzica di San Vito.
