Salento: lu sule, lu mare, lu ientu

La terra salentina si estende lungo la parte finale del tacco del nostro italianissimo stivale. Si estende in lungo nel mare, di cui è circondato e nel quale affonda, spaccata in due dal sole che la rende una delle terre più ricche e belle d’Italia.

Il suo mare cristallino, i suoi 250 km di coste infrastagliate di spiagge e scogli, è entrato nel cuore di molti che, una volta giunti in questa terra, accolti dal calore e dalla socievolezza della sua gente, non possono non tornate, come attratti da un mal d’Africa.

Posta alla fine dell’Italia, il Salento non è un luogo di passaggio per gente che va e viene lungo il percorso dello stivale. Nel Salento non ci capiti per sbaglio, ci devi andare per forza. Grazie probabilmente a questa sua naturale disposizione geografica, il Salento è riuscito a conservare viva la propria storia e la propria cultura, quasi congelata nel tempo, come se il progresso non fosse mai arrivato. L’essere stata meta anelata e terra di conquista da parte di Greci, Bizantini, Romani e Messapi lo si può vedere ancora oggi nella sua architettura, nella sua cultura, nelle tradizioni e nei toponimi. E non a caso che si parla di Grecia Salentina.

Una terra di cultura, abbiamo detto, stesa sul Tavoliere delle Puglie con i suoi uliveti secolari, le vigne, le distese di tabacco, i campi di grano. Qui non ci sono colline e il tuo sguardo si perde al di là dell’orizzonte. Il sole a volte ti acceca, riflesso dalle acque del mare o dal bianco delle sue case abitate da gente che mantiene viva ancora la propria lingua, spesso infarcita di termini spagnoli, greci o arcaici, traccia di passaggi storici di popoli che hanno lasciato il segno.

Il mare, il sole e il vento, lancia un refrain sul Salento. Ma accanto a questi giusto ricordare che il Salento è terra florida per la fauna e la flora con le sue zone protette e i suoi panorami spettacoli. Una terra che ha imparato a farsi amare anche per la sua cucina, puramente mediterranea, che annovera piatti rinomati nel mondo e che delizia non soltanto con gli occhi ma anche con il palato. Un luogo da visitare, sicuramente. E da amare poi.

Pizzicata festival 2008, a Martano nella Grecìa Salentina


Culli soni e culli canti
Pizzicata Festival 2008
Martano (Le), 3-5 agosto 2008
direzione artistica: Vincenzo Santoro

A Martano (LE) uno dei principali paesi della Grecìa Salentina, Vincenzo Santoro propone Pizzicata Festival 2008, un progetto musicale che  mette a confronto tra di loro alcuni dei gruppi popolari che più di altri ripropongono in modo autentico le varie forme di musica popolare della tradizione orale del Sud d’Italia.

I temi principali che caratterizzano questa edizione di Pizzicata Festival 2008 sono:

il canto femminile ed il canto sociale.

Per il primo tema gli ospiti saranno le Sorelle Marras dalla Sardegna,  le FicuFresche dalla Campania,  per i canti di lavoro e sociali, Otello Profazio, il “pioniere” della canzone popolare politica in Italia, i Rione Junno da Monte Sant’Angelo,  Tonino Zurlo da Ostuni, lo spettacolo Memorie della Terra, con i canti e i racconti delle lotte contadine e delle tabacchine del Salento.

Nel programma è previsto anche un percorso tra musica e sapori di terra d’Otranto con Anna Cinzia Villani e Suoni Rurali “Li guai de la pignata”.

PROGRAMMA PIZZICATA FESTIVAL 2008

Domenica 3 agosto 2008
Ficufresche
Viesh. Il canto nelle comunità italo-albanesi
Anna Cinzia Villani e Suoni Rurali in Li guai de la pignata

lunedì 4 agosto 2008
Sorelle Marras
Otello Profazio

Malicanti

martedì 5 agosto 2008
Tonino Zurlo
Memorie della Terra. Canti e racconti di lavoro e di lotta del Salento
Rione Junno (omaggio a Matteo Salvatore)