Ago 03 2008

La pizzicata è donna!

Tag:Tag , , , , mr.pizzica @ 8:05

Sebbene non manchino i pizzicati, la leggenda vuole che sia la donna il bersaglio preferito dalla tarantola, specie di aracnide conosciuto scientificamente con il nome di Latrodectus tredecim guttatus. Per riuscire a capire meglio il perché di questa scelta è necessario considerare il contesto storico e sociale nel quale si è sviluppata questa cultura.

Dopo l’avvento della cultura patriarcale e l’annullamento di ogni potere matriarcale (con conseguente sottomissione totale del femminino)a ha sempre vissuto in uno stato di emarginazione sociale in cui è stata volutamente considerata peccaminosa e, primo fra tutti, elemento inferiore. La Chiesa la vuole generata da una costola di Adamo (che a sua volta è stato creato ad immagine e somiglianza di Dio – cosa di cui non gode la donna) ed è stata giudicata, dopo la cacciata dal paradiso terrestre, colpevole del dolore e della sofferenza inflitta agli uomini dopo l’allontanamento dal regno di Dio.

Inoltre, se leggiamo attentamente la Genesi, notiamo che prima di Eva era stata creata un’altra donna (Lilith) che verrà subito cancellata da ogni libro in quanto essere dominatore, incarnazione del desiderio sessuale più istintivo. Troppo scomoda, Lilith viene trasformata in un essere immondo, traditore, debole e nettamente inferiore. La donna verrà relegata ad un ruolo marginale, totalmente dipendente dal maschio.

All’interno di questo contesto culturale, l’essere pizzicati da un animale in grado di provocare uno stato di trance e di indurla a comportarsi come non avrebbe mai potuto fare, diventa un escamotage per ottenere una rivincita sul maschile. Le regole quotidiane vengono capovolte e lei diviene protagonista assoluta, centro di attenzioni. Lei che non ha importanza alcuna all’interno della società, adesso ne diventa il centro propulsore, assume un’importanza che normalmente non le è concessa. Tutto si ribalta: ruoli e convenzioni. Ed ella cerca di diventare libera in una società fondata sull’oppressione. Anche se solo per un paio di giorni.


Lug 18 2008

Pizzicata festival 2008, a Martano nella Grecìa Salentina

Tag:Tag , , , AnnaMaria @ 11:57


Culli soni e culli canti
Pizzicata Festival 2008
Martano (Le), 3-5 agosto 2008
direzione artistica: Vincenzo Santoro

A Martano (LE) uno dei principali paesi della Grecìa Salentina, Vincenzo Santoro propone Pizzicata Festival 2008, un progetto musicale che  mette a confronto tra di loro alcuni dei gruppi popolari che più di altri ripropongono in modo autentico le varie forme di musica popolare della tradizione orale del Sud d’Italia.

I temi principali che caratterizzano questa edizione di Pizzicata Festival 2008 sono:

il canto femminile ed il canto sociale.

Per il primo tema gli ospiti saranno le Sorelle Marras dalla Sardegna,  le FicuFresche dalla Campania,  per i canti di lavoro e sociali, Otello Profazio, il “pioniere” della canzone popolare politica in Italia, i Rione Junno da Monte Sant’Angelo,  Tonino Zurlo da Ostuni, lo spettacolo Memorie della Terra, con i canti e i racconti delle lotte contadine e delle tabacchine del Salento.

Nel programma è previsto anche un percorso tra musica e sapori di terra d’Otranto con Anna Cinzia Villani e Suoni Rurali “Li guai de la pignata”.

PROGRAMMA PIZZICATA FESTIVAL 2008

Domenica 3 agosto 2008
Ficufresche
Viesh. Il canto nelle comunità italo-albanesi
Anna Cinzia Villani e Suoni Rurali in Li guai de la pignata

lunedì 4 agosto 2008
Sorelle Marras
Otello Profazio

Malicanti

martedì 5 agosto 2008
Tonino Zurlo
Memorie della Terra. Canti e racconti di lavoro e di lotta del Salento
Rione Junno (omaggio a Matteo Salvatore)


Lug 04 2008

Quando la pizzica-scherma si trasformò in danza dei coltelli

Quando le storie si affidano alla cultura popolare, per la propria sopravvivenza, è facile notare come alcuni dati vengano trasformati dal tempo e da quel potente mezzo di comunicazione che è il passa parola.

Noi oggi siamo i figli dell’era elettronica e siamo abituati alla trasmissione delle notizie in digitale, la forma più precisa di trasmissione dati. Ma in passato il miglior mezzo di comunicazione non era la rete informatica, e il raccontare le cose subiva il tocco creativo del narratore. Stesso destino sembra sia accaduto anche alla Pizzica-scherma.

Nata come danza e come musica terapeutica, si è tramandata da madre a figlia, da figlio a padre subendo il destino del passa parola. Oggi si parla, tra le varianti della pizzica, della “Danza dei coltelli” o della “Danza delle Spade”, nomi che si colorano di immagini legate alla cavalleria e ai guerrieri. Ci si aspetterebbe di assistere ad una danza di lotta che fende nell’aria le sue armi di guerra e di sangue. In realtà questi due termini (spade e coltelli) nascono dalla trasformazione molto libera e, forse, deviante, del termine “scherma” della nostra scherma salentina. Con il passare del tempo, la scherma salentina è stata poi conosciuta come “Danza dei coltelli” o “Danza delle spade”, neologismi creati probabilmente da alcuni giornalisti pugliesi che hanno voluto dare un colore nuovo all’antica scherma salentina o, come viene anche conosciuta, la “pizzica-scherma”.

Se guardiamo agli usi e ai costumi del passato, nelle pieghe della storia in cui è nata questa forma di danza popolare, vediamo che l’uso di spade o di coltelli da parte di danzatori durante una festa pubblica in piazza era alquanto improbabile. Vi erano delle severe leggi che impedivano l’uso di armi per fini ludici. Oggi, però, è possibile notare che gli schermidori, danzatori d’eccezione della danza dei coltelli (o delle spade), maneggiano in realtà coltelli fittizi, rappresentati dall’indice e dal medio della mano che, come armi ideali, sfidano gli oppositori.

Chi ha voglia di godere dell’incredibile comunicazione corporea di questa antica danza non può mancare a Torrepadulila notte tra il 15 e il 16 agosto, notte in cui si dà vita a queste affascinanti danze in onore di San Rocco.


Giu 20 2008

Il Fazzoletto rosso, simbolo di amore e di passione

Tag:Tag , , , , , mr.pizzica @ 21:36

La tradizione vuole che una delle tante varianti della pizzica sia, principalmente, una danza di corteggiamento dove la donna, muovendo i passi e saltellando al ritmo dei tamburelli, si lascia corteggiare dall’uomo.

Questi, avvolto dalla sensualità della danza, della musica e dagli sguardi di lei, lascia alla donna il potere della scelta. Ed ella, fedele alla sua storia ancestrale, gestisce le redini del fato e del destino amoroso, scegliendo il proprio partner e lasciandosi scegliere nuovamente da lui. Sarà proprio il fazzoletto rosso, rosso come il sangue e la passione, rosso come l’istinto incontrollato che, sventolato dalle mani di lei, sceglierà partner.

Questi accetterà la scelta della donna e si avvicinerà a lei, nel vortice di una danza erotica e sensuale, fatta di leggeri sfioramenti e sguardi erotici. Il fazzoletto rosso sarà, quindi, strumento di invito per l’uomo, scelto ad unirsi al suo sì. Questo rito del fazzoletto per la scelta del partner amoroso si ritrova ancora oggi non solo nel Salento, ma in tutta la regione e in alcune aree della Basilicata e della Campania.

La tradizione fa risalire l’uso del fazzoletto a periodi molto antichi e lo vuole simbolo d’amore. Il rosso acceso della stoffa emerge tra i movimenti caldi della danza per disegnare vortici di corteggiamento e di amoreggiamenti, per esprimere la propria voce una volta che la donna ha scelto il suo uomo. Giunti a questo punto il fazzoletto diverrà simbolo dell’amore concesso al partner da parte della fanciulla, la quale dona quel fazzoletto, rosso come il suo cuore, a colui che l’ha conquistata.

Alcuni studiosi sostengono, oggi, che il fazzoletto non appartiene alla tradizione della danza, ma che sia stato aggiunto in seguito, a mo’ di ornamento. Le mani delle danzatrici si anellavano del rosso della sua stoffa per aggiungere colore alla coreografia di una danza già di per sé travolgente. Quale che sia la sua vera storia, il rosso di quel fazzoletto è di sicuro simbolo emblematico di un sentimento forte ed istintivo come l’amore e la passione di cui si fa vessillo.


Giu 06 2008

Un saluto a Pino Zimba, maestro della Pizzica Salentina

Tag:Tag , , , mr.pizzica @ 20:59

Sono passati solo pochi mesi dalla scomparsa del grande maestro Pino Zimba, al secolo Giuseppi Migali. Musicista e strumentista di grandi doti e di profondo spessore, il tamburello di Zimba ha promosso la pizzica del Salento oltre i confini della terra dei Saltellini, diffondendola per tutto lo stivale e oltre, fino ai confini del mondo. Figlio di un pizzicato, ha suonato e ha fatto ballare i pizzicati, portando alto l’onore della pizzica tradizionale immolandola sull’altare dell’immortalità imponendo le mani con il suo tocco rinnovatore come un piccolo dio Mida.

Pur rimanendo radicato alla propria tradizione e alla propria musica e cultura, il suo tocco magistrale ha permesso alla Pizzica Salentina di evolversi musicalmente, mantenendo vive e sempre attuali le tradizioni che ne hanno permesso la nascita e la diffusione. Il ritmo e la sensualità delle danze di questo intramontabile genere musicale hanno abbandonato alle spalle le motivazioni antropologiche della sua nascita per incarnarsi, sangue e passione, in una realtà moderna e contemporanea che ha cambiato i colori, ma non i battiti e le aspirazioni. Se prima si ballava per esorcizzare le avversità e gli stenti, oggi i nuovi tamburelli, i flauti e gli organetti dei Zimbaria si orchestrano per annientare lo stress e l’alienazione di questa vita tecnologica, per riportarci alle nostre radici più ancestrali, là dove l’istinto non viene offuscato dalla ragione. Zimba, con il suo tamburello leccese dà il ritmo a palpiti, pensieri, passioni e voce ad una vita che ha cambiato gli abiti, ma che è rimasta immutata in forma e sostanza.

Come non ricordarlo nei film di Edoardo Winspeare: La Pizzicata (1997), Il Miracolo (2003) e il celeberrimo Sangue Vivo (2000) dove la vicenda si snoda fra le strade del Salento e il ritmo della pizzica.


Mag 25 2008

Xanti Yaca - 1 Giugno 2008 a sannicola nel Salento

Tag:Tag , AnnaMaria @ 18:28

La compagnia delle Arti Xanti Yaca nasce ufficialmente nel 1993 con l’intento primario di recuperare e valorizzare l’immenso patrimonio storico-artistico, linguistico e culturale del Salento.

Come compagnia delle arti, il gruppo collabora con artisti di fama internazionale con concerti e spettacoli teatrali in tutto il mondo ( Grecia, Cuba, Marocco , Iraq, Germania, Lussemburgo ecc)

Dal 1994 XANTI YACA si dedica principalmente all’aspetto musicale della tradizione salentina,

Nel 1995 riscuotono grande successo con la turneè estiva ANTIDOTUM TARANTULAE.

Nel 1996 esce il loro nuovo progetto musicale Musica dal Mondo.

Il 1997 è l’anno di due produzioni musicali, Musica dal Mondo e VILLANELLE, TARANTELLE, PIZZICARELLE BELLE”.

Il 1998 è l’anno della LUNA DEI BORBONI a seguire nel 1999 LE CASE DI CALCE, e nel 2001A SUD DI NIENTE.

Dopo quattro anni di silenzio, la Compagnia ha creato uno spettacolo che sicuramente non deluderà i suoi fan e susciterà l’ammirazione di tanti. Un ritorno quello degli Xanti Yaca veramente atteso.

Domenica 1 giugno 2008 la nuova produzione del gruppo MANIFATTURA TABACCHI ORIENTALI verrà portata in scena all’interno di una location partioclare a SANNICOLA , all’interno del parco di VILLA PRANTICO, tra le sculture dell’artista salentino Mauro Sances, quale simbolo di un’arte contemporanea che per svilupparsi guarda al suo passato.

Uno spettacolo che sarà sicuramente indimenticabile ed unico per questa compagnia che in passato ha anche collaborato con il gruppo INTI ILLIMANI.

Questi sono gli artisti della Compagnia : Diego De Razza, Marco Tuma (direttore artistico di questa nuova produzione), Rocco Zecca, Redi Hasa, Ovidio Venturoso, Pablo Montagne, Michele Colaci e Adolfo La Volpe.


Mag 18 2008

Danza a scherma o Danza delle spade

Danza a scherma o delle spade è una danza molto antica che ogni anno viene riproposta dal tramonto del 15 agosto all’alba del 16 agosto nello spaio antistante il Santuario di S. Rocco a Torrepaduli in occasione dei festeggiamenti in onore del Santo.

Molto probabilmente deriva da duelli rusticani che si tenevano per difendere l’onore o l’orgoglio fra famiglie rivali o in occasione di fiere e mercati. Anche se non lo si può affermare con certezza questo ballo sembra essere stato introdotto dagli zingari che gestivano i principali mercati di bestiame.

Il ballo è accompagnato dagli immancabili tamburelli salentini e da armoniche e bocca. I danzatori si sfidano in una specie di duello che in passato prevedeva l’utilizzo di coltelli oggi non più utilizzati.

Lo scopo principale della danza è quello di colpire l’avversario, e ogni gesto simula i movimenti tipici della lotta con i coltelli seguendo delle regole di combattimento: non voltare mai la schiena all’altro, essere sempre vigili e tenere bene le distanze.

Il ballo prevede la presenza di due ballerini che vengono man mano sostituiti con persone presenti nel gruppo.


Mag 01 2008

Pizzica-pizzica o la pizzica de Core

Tag:Tag , , , admin @ 8:40

Pizzica-pizzica o pizzica de Core costituisce l’espressione più tradizionale della danza salentina e le sue origini sono ancora incerte.

Per molti costituisce quasi un rito praticato dalla gente semplice che dopo un duro giorno di lavoro nei campi in occasioni particolari si radunava per cantare e ballare insieme. Questo tipo di pizzica non è altro che un lungo corteggiamento durante il quale i due ballerini si lanciano sguardi provocatori avvicinandosi l’un l’altro ma non toccandosi mai.

Vi sono solo un timido sfiorarsi e una serie di gesti che evidenziano il desiderio dell’uomo di entrare nelle grazie della donna, e quello di lei di essere corteggiata dall’uomo, ma nello stesso tempo di sfuggirgli nel momento in cui egli prova ad avvicinarsi. Sicuramente il tutto deriva dalle condizioni sociali e culturali del tempo, quando cioè le distanze tra uomini e donne dovevano essere sempre rispettate.

Un elemento particolare in questo tipo di ballo è il fazzoletto rosso che la donna sventola provocando l’uomo che di volta in volta sceglie come suo compagno di ballo fino a quando non lo dona a colui che è in grado di assecondarla maggiormente. Inoltre non ci sono passi precisi da imparare e seguire perché il tutto è affidato alla sentimento, alla fantasia, alla sensualità e passione dei protagonisti.


Apr 24 2008

Alla Sesta Edizione del Pisa Folk Festival anche la pizzica salentina

Tag:AnnaMaria @ 14:15

Il gruppo di pizzica Salentina ALLA BUA partecipa quest’anno alla Sesta edizione del PISA FOLK FESTIVAL.

Il festival aprirà il 28 maggio 2008 e si protrarrà sino al 1 giugno 2008 proponendo una serie di esibizioni musicali anche di diversa provenienza per un confronto con Otello Profazio, il Cantastorie del Sud. La direzione artistica del Festival è di un nostro Salentino Doc Vincenzo Santoro.

Il programma prevede:

il giorno 28 maggio 2008 Pisa P.zza dei Cavalieri Polo didattico Carmignani la presentazione del CD e concerto FATTO A MANO, I Suonatori de La Leggera. Si tratta di una serie di canti e sonate della tradizione orale della Val di Sieve (Toscana) che l’associazione Culturale La Leggera ha assimilato mediante un lavoro di ricerca diretta sul territorio. I loro canti e le loro sonate nascono direttamente dalla voce dei pastori, dei contadini, degli operai e degli artigiani del posto. Prezioso il materiale raccolto, e prezioso il lavoro di questa associazione che con Marco Magistrali permetterà agli appassionati di rivivere e provare nuove emozioni su antiche tradizioni.

Il giorno 29 maggio 2008 nella stessa sede presentazione del libro con cd Otello Profazio. A viva voce. Concerto di Otello Profazio. Di origine Calabrese, Otello Profazio incarna la figura dell’autentico Cantastorie del Sud: nelle sue canzoni tutto il pianto e la sofferenza, le lotte e la rassegnazione fatalistica dei nostri contadini, lo stato d’animo degli emigranti; ma anche pagine di autentica poesia nate dal sodalizio con il poeta siciliano Ignazio Buttitta. Chi non ricorda la Baronessa di Carini?

Il giorno 30 maggio 2008 stessa sede, presentazione del libro con cd Nel Paese dei Cupa-Cupa. Suoni e immagini della tradizione LUCANA. Concerto per Zampogne Lucane, Alberico Larato, Nicola Scandaferri, Quirino Valvano.

Il giorno 31 maggio 2008 presso l’Arena Grande Giardino Scotto, Cordas et Cannas, tradizione ed innovazione nella musica sarda. I cantori di musica popolare sarda CORDAS ET CANNAS si sono esibiti nel corso degli anni in diversi concerti di musica popolare, anche in teatro e non solo in Sardegna ma anche in Europa e negli USA.

Il giorno I° giugno 2008 Arena Grande Giardino Scotto, il concerto del Gruppo di Pizzica Salentina ALLA BUA. Il gruppo Alla Bua nasce nel cuore e dal cuore del Salento. Alla Bua, altra cura o cura alternativa, è il ritornello che intonavano i contadini per accompagnare i canti di lavoro e gli stornelli d’amore. Alla bua è la cura alternativa al morso della tarantola, ieri necessaria per superare le avversità di una vita di stenti, oggi la cura per andare oltre lo stress della vita moderna. I componenti del gruppo di pizzica sono Gigi Toma tamburrello e voce, Fiore Maggiulli tamburrello e voce, Irene Toma voce e oboe, Pierpaolo Sicuro flauto traverso, flauto dolce, ciaramella, ottavino. Le looro prossime esibizioni nel Salento saranno il 2 maggio ad Alezio, il 19 maggio a Casarano per la festa di San Giovanni elemosiniere, il 31 maggio a Monteroni, ed il 7 giugno ritorneranno a Taviano.



Apr 07 2008

Manifestazioni e fascino della Danza

Oggi sono tante le grandi e piccole manifestazioni che rievocano il fascino di questa danza.

Ne costituiscono alcuni esempi la festa dei Santi Pietro e Paolo il 28-29-30 giugno a Galatina durate la quale vi sono tantissime danze al suono della pizzica pizzica;

la festa di S. Rocco il 15-16 agosto a Torre paduli ed infine la famosissima Notte della Taranta che si svolge il 21 agosto a Melpignano e durante la quale numerosi artisti salentini, italiani e stranieri si incontrano su di un palco per far rivivere il fascino di un’antichissima tradizione.

Accanto a queste tappe più importanti è anche giusto ricordare che nel corso dell’estate, tanti gruppi meno famosi ma altrettanto bravi, si esibiscono in tantissime piazze per far conoscere e per far ballare la loro musica.


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