La pizzica, il vino e il tamburello.

L’ascolto e il ballo delle musiche tradizionali, legate al mondo contadino e rurale, viene spesso relegato alla funzione di colonna sonora della festa popolare, negandogli il suo fondamentale ruolo nel patrimonio culturale del Salento.


La pizzica regala invece scoperte e sorprese offrendo una concezione finalmente reale di questo ballo e della sua musica terapeutica, come pure del decisivo ruolo simbolico e religioso del vino nella civiltà mediterranea.

La “pizzica” nasce come ballo “curativo” del morso inferto dalla tarantola alle persone che durante la primavera si recavano nei campi per il raccolto. In questo perido numerosi erano i morsi delle tarantole, e per guarirne c’era solo una soluzione.
Il dio Dioniso, raffigurato con un’ampolla in mano per bere, era il dio del vino che insegnò ai mortali la viticoltura e la vinificazione. Il dio si credeva che morisse ogni inverno per rinascere in primavera, quando le popolazioni si lasciavano andare a comportamenti sfrenati, durante le feste dedicate al dio stesso.

Pizzica e vino dunque hanno un rapporto molto stretto, intenso ed irruente, quasi indissolubile, accompagnato dal suono del tamburello che con il suo ritmo e le sue particolarissime armonie contribuiva a sanare i malati.
Il canto su tamburello ha una tecnica che tende ad accordarsi non solo con le proprie capacità canore ma, in alcuni casi, anche con il tamburello con cui si accompagna il canto. Il canto per guarire, allora, era altrettanto importante potendo ammette anche variazioni di tono che fanno parte integrante del repertorio di alcuni cantori.
Anche le parole pronunciate erano importanti: le parti in dialetto delle canzoni della pizzica, presentano testi verbali molto lunghi che variano da paese a paese in Salento. Di solito essi narrano di passioni d’amore, arricchendo la trama con episodi secondari di grande efficacia simbolica. Assai diffusi sono i testi che trattano il dolore provocato da amori non corrisposti e quelli che descrivono le pene dell’amore, temi spesso di incerta provenienza.

Pizzica, vino e tamburello dunque sono così strettamente legati che anche durante le manifestazioni fuori dalla Puglia rappresentano tre elementi indissolubili. Ogni anno a Zurigo si tiene la cosiddetta “settimana pugliese Svizzera” organizzata dalla Regione Puglia in collaborazione con la Faps – Federazione delle Associazioni pugliesi in Svizzera – che da anni salvaguarda e tutela gli interessi della collettività pugliese residente nella Confederazione.


Anche in America la pizzica e il vino rappresentano due elementi indissolubili soprattutto dopo i recenti concerti portati oltremare da gruppi pugliesi. Esibizioni a Pechino ed Amman di pizzica, comqunque si accompagnano a tanta allegria, spensieratezza, gioia, sano divertimento e un bicchier di vino.

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