I TARANTATI SECONDO TERESINA

“Esorcismo” di una tarantata

Gli anni ’50 nei paesini del Sud Salento me li hanno solo raccontati. Ai ricordi di mia nonna devo la mia memoria della miseria più nera, di quella quotidianità oggi chiamata folklore e delle tante braccia partite a cercar fortuna.

Mi sembra di vederli i tarantati, puntuali alle soglie di ogni estate, che si dimenano nelle piazze, tra il clamore concitato della gente ed il ritmo serrato dei tamburelli. Quando nonna Teresina ne parla, comincia sempre dicendo: “Succedia ca certi cristiani tuttu de paru scuppavane an terra – accadeva che alcune persone all’improvviso stramazzassero a terra posseduti da una forza soprannaturale – anche qui, a Comuncè c’era gente pizzicata da taranta o colpita dai guai de Santu Dunatu. C’era a CONSIJA SSUNTAMIJIA – persona per mia nonna normalissima – ca passava de sutta i pali de segge, scinnia de scale tutta curcata stisa – che strisciava in maniera scomposta tra le gambe delle sedie, si introduceva nei posti più angusti e scendeva dalle scale distesa – se girava de na vanna e de l’autra, sturcia anterra poi cuntava cu Santu Dunatu – si contorceva con fare frenetico e poi rivolgeva richieste e preghiere a San Donato. C’erane quiddi ca sunavane pizziche cu li passa u male. E poi dopu ure li passava e diventavane normali sti cristiani – spesso per esorcizzare questo male si ricorreva ai tamburellisti, ai suonatori di organetto e fisarmonica, perché una danza scatenata ed estenuante era l’unico modo per liberarsi da questo stato di isteria e tornare in se stessi.

I suonatori della pizzica tarantataArrivata a questo punto della sua storia nonna Teresina diventa malinconica e reticente – Basta, sta me sentu fiacca cu le cuntu ste cose – non insisto perché continui il suo racconto. La lascio al suo silenzio. So già che con la mente è tornata a quel torrido pomeriggio di giugno; era ancora bambina e davanti la sua casa saltellava attorno a suo nonno che suonava il tamburello. Non poteva sapere, Teresina, che quel suo ballo spensierato e vivace si sarebbe trasformato in una lotta per la sopravvivenza, circondata dagli zombi della sua infanzia.

Josè Pascal

Case vacanze nel Salento e appartamenti

E’ da almeno venti anni che il Salento è diventato uno dei poli di attrazione per chi vuole trascorrere una vacanza ricca di emozioni e di fascino. Questa terra ha saputo infatti rivelarsi agli occhi del pubblico italiano ed internazionale per il suo patrimonio culturale artistico e naturalistico, racchiuso nelle splendide cittadine ricche di storia e di arte, come Lecce e le sue piazze barocche, Otranto e Gallipoli, Nardò, o nei suoi litorali che si aprono in spiagge immense e candide come quelle tropicali, o in aspri e selvaggi panorami di scogliere ed anfratti rocciosi.

O ancora nello spettacolare paesaggio dell’entroterra, con le sue terre rosse e gli uliveti, i vigneti e le antiche vie della pastorizia e della cultura contadina.

La bellezza del Salento e l’afflusso sempre più numerosi di turisti e viaggiatori, attirati qui dalle tante bellezze che il territorio sa offrire, sono stati i motori dello sviluppo esponenziale dell’industria del turismo in questa regione della Puglia. Un’industria che, nata solo di recente, è riuscita a coniugare con armonia l’esigenza di accogliere ogni anno sempre più ospiti e nello stesso tempo salvaguardare e rispettare ambiente e territorio.

Case vacanze in Salento e appartamenti sono diventati una risorsa sempre più disponibile per chi sceglie questa come meta delle proprie vacanze estive. Una tra le sistemazioni più interessanti per trascorrere le proprie vacanze in Salento le case vacanze e gli appartamenti rappresentano così l’occasione migliore per approfondire la conoscenza di un territorio ricco di sorprese. Da non dimenticare infatti che oltre al patrimonio storico ed artistico ci sono anche altri aspetto del Salento che si potranno ammirare, non solo durante l’estate ma per tutta la durata dell’anno solare.

In primo luogo la cultura locale, che ha una delle sue espressioni d’eccellenza nella tradizione popolare della pizzica, una danza tradizionale un tempo utilizzata come strumento terapeutico per curare le tarantolate ed oggi riscoperta dai giovani come prezioso ed affascinante momento di svago, divertimento e cultura.

La pizzica è al centro di eventi molto importanti, come il festival che si tiene ogni anno a Melpignano nella seconda metà di agosto, diventato da qualche anno un appuntamento cui partecipano migliaia di persone. Un evento che in pochi anni ha saputo stimolare l’interesse anche al di fuori dei confini regionali o nazionali, anche grazie al fatto che sono stati molti, in questi dieci anni di vita del festival, gli artisti di fama internazionale che hanno partecipato alla manifestazione, cimentandosi con le asprezze e le sonorità indiavolate che contraddistinguono la pizzica.

Un altro aspetto di sicuro interesse per chi è in vacanza nel Salento è la cucina locale. Tantissimi i piatti tradizionali, e ricchissima l’offerta di alimenti genuini, provenienti dalle pescose acque del Mediterraneo e dalla terra fertile dove da millenni si coltivano pregiati prodotti come le olive e l’uva, gli ortaggi e la frutta. Indimenticabile il sapore dell’olio extravergine di oliva, e dei vini locali, che da qualche anno sono riusciti a conquistare il cuore ed il palato di moltissimi estimatori, in Italia come all’estero, nonché premi ed i marchidi qualità DOP e DOC. Sapori genuini ed intensi che contribuiscono a rendere ancor più piacevole il soggiorno e la vacanza in Salento.